La storia

Non ci sono testimonianze certe sull'esistenza di un nucleo abitato prima del X secolo...

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Non ci sono testimonianze certe sull’esistenza di un nucleo abitato prima del¬†X secolo, anche se ruderi e frammenti di lapidi potrebbero far pensare che originariamente nel territorio dove ora sorge Acquasparta esistesse uno dei tanti vichi posti lungo la¬†Via Flaminia,¬†n√® √® certo, come sostengono alcuni autori, che questa terra fosse soggetta al Ducato longobardo di Spoleto. Quello che √® presumibile √® che le terre comprese tra il Ducato longobardo di Spoleto e le citt√† di Todi e Terni e quindi anche Acquasparta furono date in¬†feudo dall’Imperatore Ottone I di Sassonia al Conte Arnolfo, un potentissimo personaggio a lui fedele, che figura addirittura tra i firmatari di un documento in cui Ottone I fa donazione alla Chiesa di terre, castelli e citt√† nell’anno 962.¬†Il Conte Arnolfo¬†avrebbe fatto costruire,¬†alla fine del X secolo, le Abbazie di S.Barbara e di S.Nicol√≤¬†attorno alle quali, successivamente, si svilupp√≤ il primo insediamento abitativo con semplici capanne di fango e tronchi d’albero.

La prima notizia documentata sulle¬†Terre Arnolfe¬†risale al¬†1002¬†quando questa zona fu al centro di uno scambio tra¬†l’Imperatore Enrico II e il Papa: il primo ebbe alcuni territori in Carinzia, mentre il secondo ebbe quelle terre comprese fra Terni, Spoleto e Narni per cui i discendenti di Arnolfo persero la loro sudditanza germanica diventando Vassalli della Chiesa.

Per un periodo non ben precisato¬†si pensa che Acquasparta sia stata assoggettata ai Monaci dell’Abbazia di Farfa: prove ne sarebbero il Regesto in cui in un documento dell’anno 1115 si nomina il castello di Acquasparta in un contratto tra i Conti tudertini, discendenti del Conte Arnolfo, e l’Abate Berardo di Farfa e un documento dell’anno 1118 in cui l’Imperatore Enrico V conferma i possedimenti dei Monaci di Farfa tra i quali c’era anche Acquasparta. Quello che √® certo e che¬†alla fine del XII secolo Acquasparta faceva ancora parte del dominio dei discendenti di Arnolfo che vennero a chiamarsi dei Bentivenga o Nobili di Acquasparta; essi furono impegnati a difendersi dai potentissimi vicini di Terni e Todi ma alla fine, intorno al 1233, furono sottomessi da quest’ultimi.¬†Per circa due secoli Acquasparta rimase sotto la giurisdizione di Todi fin quando, l’8 agosto 1489 il Papa Innocenzo VIII con un suo Breve la dichiarava terra franca, cio√® libera. Questa libert√† fu minacciata intorno al 1500 dalle lotte intestine di Todi poich√© Acquasparta ospit√≤ una delle due fazioni in lotta finendo per essere assalita ed espugnata da Altobello da Canale o Chiaravalle che provoc√≤ l’intervento dei Guelfi di Todi che chiesero aiuto a Lucrezia Borgia la quale si trovava a Spoleto. Intervenne cos√¨ Papa Alessandro VI che mand√≤ un forte esercito comandato dai migliori capitani di ventura dell’epoca i quali distrussero il castello di Acquasparta e catturarono Altobello. Il¬†Papa riunisce di nuovo Acquasparta alle Terre Arnolfe¬†con l’intenzione di ostacolare le brame di Todi, Terni e Spoleto su queste terre mettendole sotto il dominio della Camera Apostolica.

Nel 1538 Papa Paolo III, conscio dell’importanza strategica di Acquasparta,¬†la fece vendere a Pier Luigi Farnese che nel 1540 la permut√≤ con i possedimenti della figlia di Bartolomeo d’Alviano,¬†Isabella Liviani moglie di Gian Giacomo Cesi, portando quindi a questa famiglia la signoria di Acquasparta e Portaria.¬†Sisto V eresse Acquasparta a ducato nel 1588 con Federico che ne fu il primo duca. Ma √® con il figlio¬†Federico II¬†che Acquasparta raggiunse il massimo splendore. Egli¬†fond√≤¬†a soli 18 anni,¬†nel 1603,¬†l’Accademia dei Lincei¬†che sotto un’altra denominazione, esiste anche ai nostri giorni. Alla morte di Federico II il feudo di Acquasparta pass√≤ nelle mani del fratello Giovanni Federico che, risiedendo a Roma, si fece rappresentare da un governatore. Segu√¨ un periodo di calamit√†:¬†la peste del 1630, anno della morte di Federico II ed il sisma del 1703 che devast√≤ buona parte della zona appenninica dell’Italia centrale.

Alla fine del XVIII secolo le sorti di Acquasparta si legarono a quelle della Francia, prima con gli influssi della Rivoluzione Francese del 1789, poi con le alterne fortune di Napoleone Bonaparte in Italia. E’ di questo periodo¬†(1798) che sotto gli influssi della Repubblica Romana venne fatta la municipalit√† di Acquasparta la quale si sottomise a quella di Spoleto. Dopo le sollevazioni antifrancesi Acquasparta ebbe solo pochi anni di libert√† poich√®¬†l’Italia fu invasa nuovamente da Napoleone¬†questa volta sotto le vesti di Imperatore; alla sua caduta e affossato il sogno unitario di Murat si riafferm√≤ il potere papale che era subentrato, nel 1800, alla famiglia Cesi poich√© l’ultimo discendente diretto Federico IX aveva rinunciato ai diritti su queste terre ad eccezione del titolo. Nel¬†1861 entr√≤ a far parte del Regno d’Italia sotto la Provincia di Perugia che all’epoca era l’unica dell’Umbria fino al 1927 quando venne istituita la Provincia di Terni.

Pagina aggiornata il 09/11/2023

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